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Guida la bici ubriaco, patente sospesa
Giovane di 24 anni fermato all’alba dalla polizia e denunciato. E anche 10 punti in meno.
PISA – Guidare ubriaco gli è costato 10 punti sulla patente e la sospensione della stessa. Ma non era al volante di un’automobile. Il giovane, infatti, si trovava in sella alla sua bicicletta quando, all’alba, è stato fermato dalla polizia che lo aveva visto procedere a zig-zag. Sottoposto al test dell’etilometro, è stato trovato con un tasso alcolemico quattro volte superiore al limite consentito. L’episodio è avvenuto a Migliarino, nel Pisano.
DENUNCIA – Protagonista della disavventura un massese di 24 anni residente a Lucca, che è anche stato denunciato per guida in stato di ebbrezza. Gli agenti hanno applicato le nuove norme stabilite dal codice della strada.
MULTATO CICLISTA A BOLZANO – Prima «vittima» delle nuove norme del codice della strada a Bolzano, dove una pattuglia ha fermato un quarantenne in una via del centro storico del capoluogo altoatesino perché parlava al telefonino mentre andava in bicicletta. Oltre alla multa da pagare, l’uomo si vedrà anche togliere cinque punti dalla patente.
Ciclista passa col rosso: via 6 punti dalla patente
Vittima delle nuove norme introdotte dal decreto sicurezza: per il 43enne anche 150 euro di multa
BERGAMO – Centocinquanta euro di multa e sei punti in meno sulla patente, per un’infrazione commessa in bicicletta. Vittima delle nuove norme introdotte dal decreto sicurezza, che ha inasprito le sanzioni anche per alcune infrazioni al Codice della strada, è stato ieri pomeriggio a Bergamo un imprenditore di 43 anni, che ha attraversato un incrocio passando con il rosso. È successo intorno alle 17 in via Baioni.
IL VERBALE – Il ciclista ha svoltato a destra in una strada a fondo chiuso, ma si è imbattuto in una pattuglia della polizia stradale che, applicando alla lettera le nuove norme entrate in vigore meno di 48 ore prima, ha inflitto 150 euro di multa al malcapitato, decurtandogli sei punti dalla patente. All’imprenditore, che al momento si è rifiutato di firmare il verbale, non è rimasto altro da fare che prendere atto della nuova legge.
Acqua in bocca

Una notizia ch gira da qualche giorno nei social forum e che interessa tutti…
Il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell’acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l’articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica.
Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l’acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l’acqua minerale).
Già a Latina, la Veolia (multinazionale che gestisce l’acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori.
La privatizzazione dell’acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L’uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L’acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno puo’ appropriarsene per trarne illecito profitto. L’acqua è l’oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo.